Guida al posizionamento nei Motori di Ricerca

Black-Hat

Con questo nome ci si riferisce alle tecniche scorrette per ottenere un buon posizionamento, tecniche che gli spider rilevano sempre più frequentemente attribuendo penalizzazioni. In questa categoria possiamo far rientrare anche errori o pratiche obsolete ugualmente penalizzanti.

Tecniche di black-hat da evitare

  • Utilizzo dei frame. Oltre ad essere un sistema ormai obsoleto e deprecato dal punto di vista dell'accessibilità, crea problemi all'indicizzazione perché in realtà ciò che l'occhio umano visualizza è una composizione di più pagine che non sono raggiungibili dallo spider
  • Over-optimization. Bisogna far attenzione a ottimizzare con buon senso, non esagerando con le varie tecniche che, oltre ad essere inefficaci, potrebbero “insospettire” lo spider ed incappare in penalità da sovraottimizzazione (OOP, Over Optimization Penalty) o essere rilevate dai QR (Quality Rater). Da evitare l'utilizzo di tutte le tecniche in contemporanea (H1+bold+corsivo+link con TITLE) e sempre per le stesse keyword, l'abuso degli attributi ALT e TITLE (troppo lunghi o identici), l'abuso di keyword all'interno del testo (non dovrebbero superare il 5% del testo), l'abuso di link interni al sito con le stesse keyword (per evitare di usare sempre le stesse keyword si può usare la tecnica dell'espansione della query), l'abuso di KEYWORDS nell'omonimo META TAG (non eccedere oltre le 5 parole e frasi, evitando ripetizioni)
  • Keyword stuffing. Ripetizione delle stesse keyword in ogni elemento utile della pagina. Pratica considerata SPAM da tutti i motori di ricerca
  • Cloaking. Pratica molto pericolosa! Se scoperta si viene inevitabilmente bannati.
    Consiste nel predisporre due copie della stessa pagina, una per la visualizzazione degli utenti e l'altra copia esclusivamente ottimizzata per gli spider. Un apposito script rileva la chiamata e, a secondo che si tratta di un utente o uno spider invia una o l'altra pagina
  • Doorway. Consiste nel predisporre delle pagine ottimizzate per gli spider su varie keyword che effettuano, quando richiamate, un redirect verso la pagina da visualizzare. Anche questa pratica porta al ban del dominio
  • Contenuti nascosti. Per ottimizzare una pagina in modo non trasparente, un altro sistema è quello di nascondere alla visualizzazione testo utile all'indicizzazione, tramite una colorazione uguale allo sfondo, tramite header TAG H1 con font di 1 pixel e altre tecniche più raffinate, ma ovviamente anche queste tecniche portano a pesanti penalizzazioni
  • Artificial linking. Creazione di siti finalizzati ad aumentare il numero di backlink di un sito oggetto di cui si vuol migliorare il posizionamento. Può essere fatta su base quantitativa, puntando al maggior numero possibile di link, o qualitativa, puntando su una quantità ridotta di siti, ma più pertinenti
  • Scambio e acquisto link. La penalizzazione scatta in questo caso quando i link vengono identificati come tecniche messe in atto al solo scopo di migliorare il posizionamento. Quindi bisogna evitare siti specializzati nello scambio o nella vendita, in assoluto è bene limitarsi a pochissimi scambi, e solo tra siti con argomenti inerenti. Anche l'acquisto non determina una reale maggior popolarità a sua volta condizionata dal rinnovo dei pagamenti. Inoltre l'acquisto di un servizio di link potrebbe portare ad un'impennata repentina dei backlink, effetto altamente sospetto agli occhi dei motori
  • Blog spamming. Sistemi automatizzati per diffondere commenti con link in moltissimi blog. Ovviamente anche questa pratica porta ad un'impennata repentina dei backlink che verrebbe facilmente individuata dai motori
  • Link da siti spam, penalizzati o bannati. Facile comprendere il motivo di questo consiglio, più difficile evitare che accada. L'unico modo è monitorare continuamente i backlink e quando si riscontra un link indesiderato, chiederne la rimozione al proprietario o al Webaster del sito, e nel caso di spammer segnalarli direttamente a Google
  • Linkare siti spam, penalizzati o bannati. Anche questa pratica porta ad una penalizzazione, ma in questo caso è più facile agire rispetto a quello precedente. Basta far attenzioni ai siti che si linkano, e in caso di rilevamento a posteriori di un link che danneggia, basta rimuoverlo dal proprio sito
  • Duplicazione di contenuti. Molto spesso i contenuti vengono copiati tra i vari siti o ripresi dai blog. Al di là del fattore copyright, che non rientra nel merito dell'argomento qui trattato, il problema rilevato e penalizzato nella duplicazione dai motori è la mancanza di link di ritorno. Quindi l'unico modo per riportare contenuti già presenti in rete è quello di citarne la fonte con il relativo link.

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